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Sismabonus e classificazione sismica:


Il prossimo 20 febbraio il Consiglio Superiore dei lavori pubblici si esprimerà sulle Linee guida per la classificazione sismica degli edifici.

A riferirlo il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture (MIT), Umberto Del Basso De Caro, nel corso di un’interrogazione sull’iter di approvazione delle linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni.

Del Basso De Caro ha informato che il 20 febbraio 2017 è stata convocata un’assemblea generale straordinaria del Consiglio Superiore dei lavori pubblici (CSLP) per l’espressione del parere sulle linee guida; non appena acquisito, il MIT agirà tempestivamente per portare a termine tutti gli adempimenti nel rispetto dei tempi previsti.

Il sottosegretario ha sottolineato che è necessario agire con urgenza in quanto l’operatività degli incentivi per l’adeguamento sismico è subordinata all’approvazione delle linee guida, nonché delle modalità per l’attestazione, da parte dei professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi effettuati.

Ricordiamo che le linee guida sulla classificazione sismica degli edifici completeranno il quadro del Sismabonus, cioè il sistema d’incentivi riconosciuto a chi avvierà interventi per il miglioramento sismico.

La Legge di Bilancio 2017 riconosce una detrazione fiscale del 50%, con tetto di spesa incentivabile a 96mila euro e rimborso in cinque anni, per gli interventi realizzati dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021 sugli edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (ex opcm 3274/2003). L’incentivo cresce a seconda dei risultati raggiunti con l’intervento: ai lavori che comportano un miglioramento di una o due classi di rischio è riconosciuto un bonus del 70% o dell’80% delle spese sostenute; rientrano nelle spese incentivabili anche quelle per la classificazione e la verifica sismica.

Nei condomìni il bonus fiscale parte dal 50%, ma può arrivare al 75% e 85% in presenza di miglioramenti di una o due classi di rischio riguardanti tutto l’edificio. Il tetto di spesa incentivabile è pari a 96mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari del condominio. I condòmini possono cedere il credito di imposta corrispondente alla quota di detrazione spettante ai fornitori che effettuano gli interventi o ad altri soggetti privati, tranne banche e altri intermediari finanziari.